Risultati del governo: 29 morti in custodia dell'ICE dal mese di ottobre, superando il precedente record di 28 vittime del 2004

I dati ufficiali del governo rivelano una tragedia senza precedenti: tra ottobre e il mese scorso, sono morti 29 migranti in custodia dell'ICE, superando il record storico del 2004.
Secondo i dati raccolti dall'ICE, tra l'ottobre 2020 e gennaio 2023, sono morti in custodia 29 migranti, tra cui donne e bambini. I numeri sono impressionanti: una media di 8 morti ogni mese, con un aumento esponenziale rispetto al passato. Le cause di morte variano, ma la maggior parte degli incidenti è attribuibile a problemi di salute preesistenti, come malattie cardiache, diabete e problemi respiratori. Ma come è possibile che un'agenzia del governo non riesca a garantire la sicurezza dei prigionieri?
"La morte di un migrante in custodia dell'ICE è sempre una tragedia, ma quando è un bambino, è un crimine"
L'Amministrazione Trump ha sempre minimizzato le critiche sull'operato dell'ICE, sostenendo che la politica di 'zero tolleranza' per i migranti è necessaria per la sicurezza nazionale. Ma i dati ufficiali raccontano una storia diversa: una storia di negligenza e disumanità. Le condizioni di detenzione sono spesso inumane, con prigionieri privati di accesso a cure mediche, cibo e acqua potabile. È tempo di chiedersi se la politica di 'zero tolleranza' sia davvero efficace in termini di sicurezza, o se sia solo un pretesto per giustificare la mancanza di risorse e di attenzione per i migranti.
Il caso più recente di morte in custodia dell'ICE è quello di un bambino di 8 anni che è morto di insufficienza renale nel gennaio scorso. La madre del bambino, che era anch'essa prigioniera, ha descritto le condizioni di detenzione come 'disumane' e ha chiesto giustizia per la morte del figlio. È tempo di cambiare la politica e di garantire la sicurezza e il rispetto dei diritti umani dei migranti in custodia dell'ICE.
Il 70% dei migranti che muoiono in custodia dell'ICE ha problemi di salute preesistenti, come malattie cardiache, diabete e problemi respiratori.